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L'Esperto risponde

 

Questa rubrica vi fornisce la possibilità di porre delle domande a esperti della materia che appena possibile vi risponderanno personalmente inviando il tutto tramite posta elettronica.

Dott.ssa Craca primario dell'ospedale di Cassano Murge angelacraca@afasia.net
   

I dottori che desiderano offrire la propria consulenza ci possono contattare tramite e.mail info@afasia.net

Vi scrivo perchè il mio compagno ha avuto un attacco ischemico celebrale lo scorso 20 febbario. Al momento è riuscito a recuperare molto ma il problema che permane riguarda una forma lieve di
afasia.
Vorrei quindi sapere a chi posso rivolgermi per ottenere una logopedista che inizi fin da subito una terapia di riabilitazione. Mi chiedevo inoltre se il servizio può essere prestato dal servizio sanitario nazionale o dalla USL di appartenenza?
vi ringrazio per l'attenzione
cordiali saluti
Gent. sig. Gonzadi,

quando si viene colpiti da stroke con residui prevalenti problemi afasici è prima di tutto importante fare una diagnosi accurata delle capacità
linguistiche residue con adeguati esami del linguaggio. Questo consente di capire a quale livello è il problema o se ci sono più problemi quale è il
prevalente e il più urgente da rieducare. Il periodo dell'esame non è tempo perso, perchè consente di mirare la diagnosi e quindi la terapia e di risparmiare tempo e fatica in trattamenti poco efficaci. Se il suo compagno non è stato sottoposto ad un esame del linguaggio residuo, la invito a
trovare un Servizio di Diagnosi e Terapia riabilitativa territoriale dove sia possibile effettuarlo. Per una diagnosi adeguata ed approfondita le
consiglio di rivolgersi al prof. Miceli presso il Rep. Neurologia del Policlinico Gemelli o alla dott. Marangolo presso la Clinica S. Lucia della
sua città. Penso anche che conoscendo più approfonditamente la realtà riabilitativa territoriale che vi circonda la possano successivamente
indirizzare ad un servizio di logoterapia in cui sia possibile far trattare ambulatorialmente e con competenza le turbe afasiche.
Cordiali saluti

Mia moglie, circa trent'anni fa é rimasta coinvolta
in un incidente stradale, nel quale ha battuto
violentemente la testa, le é stata
diagnosticata, quale esito dell'incidente una
corioretinopatia sierosa centrale, ma da allora soffre di insonnia, cefalee ricorrenti, disturbi
del linguaggio - difficoltà nella ricerca della
parola esatta - e si rifiuta di eseguire anche semplici calcoli e di rispondere al telefono. Di recente
é stata visitata dall'equipe del prof. Piccoli,
neurologo dell'Università di Palermo, per un problema di sindrome del tunnel carpale, ma nulla é
stato diagnosticato circa i disturbi del linguaggio,
salvo che generiche turbe del tono dell'umore. Desideravo sapere se é possibile diagnosticare
strumentalmente con un EEG, una TAC o una
risonanza magnetica l'eventuale lesione, anche se remota, che potrebbe avere fatto insorgere la
malattia.
Grazie

Gent. sig.Nicolò,

è sempre difficile far diagnosi dai dati sommari
di una e-mail, ma da ciò che mi riferisce penso che sicuramente sua moglie abbia avuto degli esiti
lesionali dal trauma cranico pregresso, che
sicuramente sarebbero diagnosticabili con una Risonanza Magnetica Nucleare encefalica. Sarebbe
inoltre opportuno far esaminare la signora da un
adeguato Servizio di Diagnosi e Riabilitazione Neuropsicologica del vs. territorio, al fine di
evidenziare le turbe afasiche, attentive, mnesiche, di calcolo, psicologiche e quant'altro è derivato dall'evento lesionale, al fine di far valere i suoi
diritti in sede previdenziale (pensione di
invalidità civile ecc.) con l'ausilio di una documentazione completa.

Cordiali saluti

Buonasera, mi chiamo Mara e le invio questa e mail da Napoli, tra l'altro noto dal sito che lei opera a Cassano Murge, paese di mio padre e dove in zona tuttora lavora mio fratello come maresciallo dei nas, ma la vera questione è un'altra. Mia madre il 7 luglio ha avuto un ictus celebrale, lato sinistro, tuttora ha recuperato al 90% l'uso degli arti del lato destro, ma il problema fondamentale è che non riesce a comunicare (afasica), è ricoverata in una clinica a Somma Vesuviana "Santa Maria Del Pozzo" dove da tre settimana ha iniziato il trattamento logopedico due volte al giorno. i dottori dicono che dovrà restare presso questa struttura ancora per 2 mesi, ma la mia mammina, sta facendo il conto alla rovescia per fine mese per uscire, (ovviamente nel suo linguaggio), ma io non credo resterà fino ad ottobre. I dottori mi dicono di cercare di convincerla a restare, ma come ben lei sa, non è un soggetto con il quale ci si può facilmente ragionare, date anche le condizioni celebrali e la mediocre non vorrei dire scarsa comunicazione. vengo al dunque. la mia paura piu grande e credo fondata è l'emarginazione che si potrebbe creare intorno a lei (in clinica), poichè essendo una persona che non riesce a farsi capire ma ciò nonostante una grande chiacchierona le sue giornate sono veramente noiose tranne quando fa terapia, e sà in condizioni normali la chiecchiera con gli stessi degenti avrebbe fatto passare il tempo, anche perchè lei stessa me lo fa notare, questa situazione la fa innervosire ed essendo un ipertesa, va completamente in tilt e sfasa completamente nel linguaggio, piange, si lamenta. la mia domanda è: è vero in clinica fa due volte al giorno logopedia a casa ne farebbe tre alla settimana, ma tenerla tre mesi là non potrebbe scatenare l'effetto bumerang e deprimerla al tal punto da non voler nemmeno fare terapia (come è già capitato)? e poi portandola a casa cosa dobbiamo fare per aiutarla noi familiari?grazie per l'attenzione.
Gent. Sig. Mastrangelo,

Ho letto la sua lettera e francamente le rispondo che non esiste una regola ai problemi che cita. Sicuramente chi ha superato i problemi motori tanto da raggiungere l'autosufficienza quasi completa come sua madre rimane poco volentieri in strutture residenziali quali quella in cui attualmente è ricoverata. L'autosufficienza motoria però non ha nessun correlato con l'autosufficienza comunicativa, che globalmente mi sembra (non ho alcun dato tecnico in merito) molto compromessa e
limitante. Consideri che i trattamenti riabilitativi territoriali
generalmente sono limitati sia come quantità del servizio erogato (generalmente 3 vv./sett) sia come durata. I ricoveri ospedalieri in generale si destinano a chi è in fase subacuta dopo un ictus e rendono più veloce ed efficace il recupero spontaneo che in generale in questa fase è presente. L'opportunità che è data a sua madre di un ciclo intensivo di logoterapia molto probabilmente sarà l'unica nella sua vita
di afasica, le consiglierei quindi di sfruttarla a pieno, supportando psicologicamente sua madre nel sopportare gli inevitabili piccoli/grandi fastidi del ricovero. Consideri che, a mia esperienza, questa insofferenza può essere generata da una sua scarsa consapevolezza di malattia, collegabile a gravi turbe della comprensione del linguaggio (in sostanza l'afasico parla male e non si accorge che il suo linguaggio non è comunicativo). A maggior ragione, se il quadro è così grave, è
assolutamente necessario con un ciclo di logoterapia migliorare la comprensione verbale, rendere l'ammalata consapevole dei suoi errori ed indirizzarla verso un linguaggio (dove è possibile) o metodiche alternative (gesti significativi, disegni, indicazioni ecc.) che le restituiscano per lo meno una comunicazione valida. Può essere utile che le logopediste le affidino se possibile compiti che riesca a gestire autonomamente o con un parente (copia, ripetizione di sillabe o parole,
scrittura sotto dettato o quant'altro) per poter passare più utilmente e proficuamente il tempo o la indirizzino verso metodiche pragmatiche (PACE e/o altro: non conosco il caso e non posso essere precisa in merito) che la rendano più comunicativa in tempi brevi e possano da voi essere utilizzate. Il rischio è che, portata a casa anzitempo, la signora di fronte ai problemi comunicativi con i quali vi scontrerete prima o poi, diventi aggressiva nei vostri confronti perchè non riuscite
a capirla e/o si deprima ed isoli ancora di più.
Spero di essere stata esauriente nella risposta e rimango a Vs.
disposizione per ulteriori chiarimenti

Gradirei sapere dove poso acquistare il test BADA?

Il test BADA è in vendita presso le edizioni CEPSAG dell'università Cattolica del S.Cuore di Roma. Il numero telefonico è 06/3052469 . Oltre all'edizione completa è in vendita dall'anno scorso un'edizione ridotta.

Vorrei avere delle informazioni sul linguaggio automatico conservato in alcuni afasici globali.

In alcuni afasici globali il linguaggio automatico può essere conservato come unica produzione verbale. Soprattutto se all'afasia si aggiungono disturbi di articolazione della parola ( il soggetto non riesce ne' a dire ne' a ripetere o a leggere sillabe o brevi parole semplici es. pane, sale, ecc. ), possono però essere conservati proverbi esclamazioni, modi di dire, preghiere, serie automatiche ( giorni della settimana, numeri da 1 a 10, ecc. ) .Probabilmente ciò avviene perché si tratta di produzione dell'emisfero destro indenne nelle afasie.
Altre parole possono emergere spontaneamente in risposta a forti motivazioni ( nome di un figlio quanto se ne ha bisogno ) o in risposta a regole sociali ( es. rispondere ad un saluto).

È da tenere presente che nell'afasico globale la produzione di questi automatismi, coincide con una grave compromissione della comprensione di parole o frasi, e spesso, con una inconsapevolezza della scarsa comunicabilità del loro stesso linguaggio.
Per tale ragione, almeno fino a che la comprensione verbale non migliori, non è consigliabile stimolare l'afasico globale a produrre automatismi. Il rischio è che,essendo essi più facili e accessibili divengano le uniche produzioni verbali ( stereotipie ) che l'afasico emette, convinto di produrre qualcosa di significativo.